JEREMY RIFKIN : è successo al ForumPA

JEREMY RIFKIN : è successo al ForumPA

L’appuntamento annuale tenutosi al Palazzo dei Congressi di Roma,  giunto alla sua 27esima edizione , si è confermato il più importante evento di formazione, aggiornamento e confronto della Pubblica Amministrazione.

Noi c’eravamo! Come cittadini interessati alle nuove norme legate al tema dei diritti, della cittadinanza digitale, della trasparenza della PA e, come impresa che da oltre 10 anni è  inserita nella grande macchina amministrativa per migliorarne i livelli di funzionamento e l’efficacia dell’operare attraverso i suoi servizi .

La cerimonia d’apertura ha visto protagonista l’economista statunitense Jeremy Rifkinoltre che scrittore ed attivista, Rifkin è considerato una delle 150 personalità che influiscono maggiormente sull’amministrazione pubblica degli Stati Uniti, conosciuto per le consulenze ad enti e istituzioni pubbliche –  che  con una lectio magistralis ha alimentato momenti di pensiero , di riflessione e approfondimento su quale debba essere la forma e la sostanza di una PA in grado di cogliere e vincere le sfide per il futuro.
Un futuro tangibile, diretto verso una nuova rivoluzione industriale, la terza per l’esattezza, che parla di digitale, informazione e condivisione , cambiamenti questi che vengono plasmati piuttosto che affrontati.

Rifkin non perde tempo ad evidenziare come il modello di business italiano non funzioni:  la problematica risiede nella generale incapacità di vedere all’innovazione non  come “valore aggiunto” bensì come riduzione dei costi .
Bisogna comprendere che  l’investimento iniziale oggi migliora l’efficientamento e di conseguenza genera un abbassamento dei costi nel tempo, verso la marginalità zero,  contrariamente a quanto il passato con le sue grandi rivoluzioni  insegna ;  uscire pertanto da questo preconcetto consentirebbe una più veloce risposta agli stimoli che società e mercato stanno offrendo.
Quel che emerge è proprio la difficoltà della nostra PA ad accogliere ed attuare un modus operandi che rifletta le dinamiche del cambiamento; i fatti dimostrano come l’amministrazione sia ancora disallineata rispetto alle esigenze di trasformazione e innovazione obbligata dalla realtà socio-economica sebbene se ne riconoscano gli effetti positivi.

 Lo slogan circolare dell’evento, offre uno spunto importantissimo : il PAese cambia, cambia la PA .

<< E’ proprio nella società che risiedono le best practices che la PA dovrebbe recepire ed implementare a livello strutturale per restituire poi modelli operativi, evoluti in termini di  efficienza aggregata e di economia collaborativa che vadano nell’interesse della collettività >>
I punti affrontati richiamano esigenze da sempre esistite e che oggi meritano maggiore attenzione: la sostenibilità ambientale , la razionalizzazione energetica degli edifici pubblici , la ristrutturazione delle infrastrutture obsolete, l’abbandono del cartaceo in favore della sua trasformazione in dato digitale, sono solo alcuni degli esempi che mirano al completo rinnovamento della PA., il tutto da farsi nell’ottica della sharing economy o economia della condivisione.
Tema centrale questo, quale risposta ai cambiamenti climatici, all’ecosistema in difficoltà, alla distribuzione della ricchezza a dir poco squilibrata e a una crisi economica che non ha dato tregua per anni; essa consiste nelle iniziative basate sui network orizzontali e sulla partecipazione della comunità in opposizione alle istituzioni centralizzate, un’economia quindi generata dall’allocazione ottimizzata e condivisa delle risorse di spazio, tempo, beni e servizi tramite piattaforme digitali gestite mettendo in contatto gli utenti e offrendo servizi ottimizzati.

<< I cambiamenti devono avvenire all’interno , accelerando il processo che va verso l’informatizzazione e le tecnologie digital, e anche i cittadini stessi possono e devono divenire protagonisti di questo processo di innovazione , come cittadini attivi”che partecipano alle decisioni e che “prendano sulle spalle” parte di quel servizio tutto a carico delle PA (attraverso gli open data) evitando  ritardi nella documentazione, ad esempio >>.
E’ arrivato il momento di attuare davvero una visione e recepire questo nuovo ciclo economico:  le amministrazioni pubbliche , centrali e locali, devono trasformare il proprio approccio ed essere pionieri di un sistema che ,facendo leva sulla rivoluzione digitale e destinando opportunamente le risorse , si doti  di fondamenta solide per la costruzione del vantaggio competitivo del presente e del futuro.

SCIA: le novità della nuova disciplina

SCIA: le novità della nuova disciplina

Semplificazione per la SCIA nella Riforma della PA, con un unico modello valido in tutto il Paese, da presentare , anche in via telematica, ad un unico sportello, che interagirà con le eventuali altre amministrazioni interessate. In pratica, la Segnalazione certificata di inizio attività per lavori edilizi o aprire un’attività d’impresa diventa una mera comunicazione, da accogliere in automatico (purché non servano autorizzazioni espresse). Anzi, l’eventuale richiesta di documentazione aggiuntiva è considerata inadempienza sanzionabile sotto il profilo disciplinare.

Il nuovo modulo unificato a livello nazionale per la SCIA sarà pubblicato sui siti delle pubbliche amministrazioni.

Le novità sono contenute in un decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno nell’ambito dell’attuazione della Riforma della PA (legge 124/2015), in particolare, è stata disciplinata la ricevuta che viene rilasciata a seguito della presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni;  la stessa costituisce comunicazione di avvio del procedimento  e deve indicare i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta a rispondere oppure scatta  il silenzio – assenso  dell’amministrazione che  equivale ad accoglimento dell’istanza. Nel caso di Scia unica la possibilità di iniziare subito l’attività è circoscritta invece ai casi in cui non siano presupposte autorizzazioni o altri titoli espressi, Il provvedimento di sospensione dell’attività, è limitato ai soli casi di attestazioni non veritiere o di coinvolgimento di interessi sensibili (ambiente paesaggi, e via dicendo).

I modelli e la procedura sono rese uniformi su tutto il territorio nazionale, semplificando così il lavoro dei professionisti che seguono più pratiche e che, al momento, richiedono procedure diverse.

Periodo transitorio questo del 2016 che consente a Regioni ed enti locali di adeguarsi al nuovo regime entro il 1º gennaio 2017 quando le nuove regole sulla SCIA saranno operative.

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