Con il d.l. 102/2014, in ottemperanza alla direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, si è introdotto l’obbligo per le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia di effettuare un audit energetico entro il 5 dicembre 2015. Se per le grandi imprese questo è un obbligo, per gli Enti Pubblici è una necessità. L'introduzione di misure atte a limitare il consumo energetico non è solo un modo per offrire un buon esempio alla cittadinanza, nonché alle stesse imprese, di efficienza e sostenibilità ambientale, ma anche un mezzo di risparmio consistente e persistente delle risorse economiche dell'Ente.

Attraverso l'analisi e il monitoraggio dei consumi, che avviene anche tramite simulazioni di modelli energetici, l'audit permette all'Ente di ottenere la migliore soluzione mirata e personalizzata, sia tramite l'individuazione del fornitore e della tariffa ottimali, ma anche per mezzo dell'identificazione di aree d'intervento e di soluzioni per il risparmio energetico.

Infatti, solo grazie all'audit, l'Ente può risparmiare, tramite semplici interventi, dal 5% al 10%[1] sulla spesa energetica.

Un'ulteriore e significativa possibilità è l'opportunità di partecipare a bandi pubblici per l'ottenimento di finanziamenti a sostegno dell’utilizzo di fonti rinnovabili di energia nell’edilizia ed altri interventi di efficienza energetica usufruendo, eventualmente, della consulenza e della nostra assistenza.

L'aver svolto diagnosi-audit energetici sugli edifici pubblici costituisce, infatti, uno fra i più importanti requisiti per ottenere una posizione utile in graduatoria per questa tipologia di finanziamento. Effettuando un audit energetico si hanno dunque maggiori possibilità di ottenere un contributo, così da dare l'avvio a un circolo virtuoso col minimo investimento di risorse.

Il Comune ha quindi la possibilità di adottare un approccio proattivo nei confronti della variabile energetica:

  • razionalizzando i suoi consumi di energia;
  • diventando eventualmente produttore di energia rinnovabile;
  • promuovendo buone pratiche verso la popolazione e le imprese.

I benefici connessi sono evidenti:

  • risparmio sui costi di approvvigionamento dell’energia;
  • attivazione di un circolo virtuoso d'investimenti e occupazione a livello locale;
  • miglioramento della qualità ambientale e dell’appeal turistico del territorio.

[1]Benchmarking individuati negli studi pilota effettuati anche nell'ambito del progetto Europeo SEC-BENCH (www.sec-bench.eu)

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Il progetto è diviso in due fasi:

Fase A: bilancio consumi di energia elettrica

  • Censimento delle utenze elettriche del Comune;
  • analisi delle fatture della fornitura di energia elettrica degli ultimi 36 mesi;
  • sopralluogo presso le utenze caratterizzate dai maggiori consumi, misurazione degli assorbimenti reali dei singoli utilizzatori e calcolo degli assorbimenti medi nel periodo di riferimento (mese);
  • redazione della relazione tecnica in cui vengono descritti in modo dettagliato il profilo dei consumi delle singole utenze e i risultati delle attività di sopralluogo di cui al punto precedente.

Fase B: verifica dei consumi di energia elettrica

  • Archiviazione elettronica su piattaforma web, accessibile tramite autenticazione, delle fatture relative alle forniture di energia elettrica di cui il Comune è intestatario;
  • verifica della congruenza tra gli importi addebitati e i consumi effettivi (letture contatori);
  • rapporto annuale sull’analisi dei consumi con indicazione degli interventi di gestione della domanda e di efficienza sugli utilizzatori, caratterizzati dal punto di vista tecnico ed economico.

 

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